NIGHTMARE AND DREAM

Ingenua è un termine che detesto quando mi viene affiliato ma evidentemente è quello che sono. Forse non colgo i segnali perché lo sono davvero, ingenua intendo. O forse sono solo un passo avanti a tutti e ho imparato a conoscerlo meglio degli altri.

Per me è tutto così nuovo, così strano. Le famose farfalle nello stomaco esistono veramente e sono  più fastidiose di come vengono descritte.

“Sei il mio veleno e sei l’ossigeno.” Ieri più che mai ho capito quanto un ossimoro del genere possa avere senso. Sono in ansia perché ci sei tu ma ho affronto tutto perché sei tu a dirmelo. Sei tu che provochi quelle stramaledette farfalle e sei tu, che non rendendotene conto con i tuoi modi di fare, cerchi di farmele passare. Tu che evidentemente sei un po’ ingenuo come me, perché ci credi veramente quando invento delle scuse sulla mia ansia, non capendo che in realtà sei tu la causa del mio digiuno improvviso, del mio pallore, della mia agitazione, del mio senso di nausa. Poi ti vedo e non so se esserne terrorizzata, perché teoricamente le luci dovrebbero impedirmi di vedere il pubblico. Ed è così più o meno. Non vedevo quasi nessuno, eccetto te. E questo mi ha paralizzata diverse volte; innumerevoli sono state le idee che mi sono passate per la testa per cercare di fuggire da lì, ma tu mi fissavi e ciò mi avrebbe ricordato che avrei fatto una figura di merda ancora maggiore. Obbiettivamente, affrontare tutto non è stato il metodo migliore data la mia sfiga sempre presente; non posso dire che non abbia funzionato anche perché era l’unica soluzione possibile.

E concluso l’incubo ho raggiunto il gruppo; sei stato l’unico zitto, l’unico che non mi ha fatto sentire in imbarazzo capendo che iniziare ad applaudire e esulare non mi avrebbe aiutato. Tu sei stato in silenzio e mi hai sorriso.

Sono uscita a prendere aria, che in quel momento mi mancava praticamente letteralmente, e mi hai raggiunto. Hai lasciato il resto del gruppo per farmi compagnia e ciò mi ha fatto piacere. E questo da tutti è considerato un segnale; ma da una persona ingenua come me come dev’essere considerato? E solo allora hai iniziato a scherzare, a fare battute per farmi sorridere, a fare in modo che mi sciogliessi. E anche se non te l’ho detto in faccia te ne sono molto grata.

E poi è stato tutto così strano. Il parlare normalmente delle cose più futili e provare imbarazzo, chiaramente da parte mia, è una sensazione terribile. È tutto è successo perché quello stronzo del mio migliore amico (che so che leggerai, caro) che al momento non posso non ringraziare, ha fatto in modo di lasciarci soli.

Sono terribilmente confusa…

Parola: Confusione

Canzone: Pausa – Michele Bravi

THINKING TOO MUCH HURTS ME

Pensare troppo mi fa male e ne sono pienamente consapevole. Come sono consapevole che nessuno leggerà mai quello che sto scrivendo e francamente a me va bene così dato che questo blog è nato solo come sfogo. E al momento ho bisogni di sfogarmi.

Il fatto che non possa fare niente per cambiare i miei pensieri è una cosa che mi fa impazzire. Impazzire è decisamente il termine giusto. Sto impazzendo. Non so più vedere le cose vere da quelle che immagina la mia testa, non so più come comportarmi, non so più se e/o quando esagero con i miei modi di fare. A volte penso di non sapere più neanche chi sono. L’unica cosa che al momento do per sicura al 101% è che ne uscirò scortata e ancora non capisco cosa ci sto guardagnando adesso. Vivo tra un attacco di gelosia e l’altro, non dormo da mesi e non è un eufemismo, ogni frase mi ricollega a lui, a volte mi è passato l’appetito. Beh, se è questo l’amore mi fa un po’ schifo, eppure sento che ne ho bisogno.

E adesso sono qui a scrivere perché pensare troppo mi sta distruggendo, ma orami ci ho fatto l’abitudine.

Sembro una stupida adolescente innamorata ed è esattamente ciò che sono. Devo solo capire se mi fa schifo, perché è un mondo che ho sempre criticato, o ci devo solo fare l’abitudine dato che per me è tutto così nuovo.

Pensare troppo mi fa male, ma è inevitabile. Cerchiamo almeno di prenderla con filosofia…

Parola: Pensare

Canzone: Pensare troppo mi fa male – Federica Abbate

SICK AND THINKING

Giornata totalmente improduttiva. Diciamo non totalmente. Solo un po’.

Stare in casa tutto il giorno tira scemi, ma almeno ci sono amiche che riescono a farti ridere anche quando la loro in realtà è solo una sfuriata di invidia. Dire di non voler sentire i miei racconti perché la mia vita sta andando fin troppo bene e la sua no, mi ha fatto scoppiare in una risata esilarante. Al momento non c’è una cosa che stia andando come vorrei, però diciamo che le illusioni, ehm, intendevo le prospettive, ultimamente si stanno alzando. Diciamo che di mio non sono una persona molto positiva, ma c’è una persona che mi ha insegnato a godermi l’attimo. Effettivamente però l’ultima volta non è andata molto bene.

Parola del giorno: Positività

Canzone del giorno: Broken Heart – Escape the fate